domenica 26 febbraio 2017

Un gennaio a caccia di ghiaccio in Appennino: seconda parte


WEEK 2 E' ARRIVATO IL MARINO?!?

10-12 Gennaio
Mario e Federico, invidiosi del bel colpo sulla cascata della Parmetta, torneranno dopo due giorni a ripeterla, trovando condizioni leggermente migliori. Il Red climber va anche a visitare insieme a Pietro G. la cascata della Mamma, in val Cedra, e altri budelli dimenticati in val Bratica. Poi come per dispetto verso metà della seconda settimana di gennaio inizia a soffiare in quota il Libeccio, che noi chiamiamo Marino, e sembra rovinare tutto irreparabilmente.

Federico sulla Parmetta (foto di Mario)

E invece Parma, venerdì 13 giorno del patrono di Sant'Ilario, si risveglia coperta dal vetro-ghiaccio: non so quante macchine volano fuori strada, in città come in periferia... per fortuna nessuno si fa troppo male, ma i carrozzieri devono aver brindato, sempre che non fossero in ferie. Già dal pomeriggio il cielo si rasserena, ripulito da freddi venti settentrionali... all'orizzonte, dietro le nuvole in dissolvimento, ricompaiono le vette appenniniche più alte, e hanno finalmente un colore diverso: il bianco!

Alberto e l'Alpe
14 Gennaio
Le premesse per divertirsi ci sono tutte: però Fede deve andare al mare e Mario sta poco bene, così sabato mattina siamo di nuovo soltanto io e Alberto a ritrovarci di buon ora a Lagrimone, per andare a testare le condizioni sulla nostra montagna preferita: l'Alpe di Succiso! La giornata è limpida e fredda, già da lontano la parete nord dell'Alpe appare bella incrostata di neve.

Noi però vogliamo andare a sondare il versante ovest per salire il Canale del Masso, una delle linee più logiche e lunghe di questa montagna piena di sorprese. La salita ai Ghiaccioni è ricca di suspence... la neve c'è sui versanti a nord, ma gli altri sembrano totalmente puliti. Arrivati ai piedi della parete, invece... meraviglia! Una striscia bianca sinuosa serpeggia fra le rocce, in buona parte scoperte: ecco il canale del Masso, in condizioni a dir poco perfette!

La bellissima linea del Canale del Masso

Saliamo tutto il canale slegati, superando tre brevi ma delicati saltini ghiacciati. Il resto è neve ottima, ben solidale col terreno, almeno fino a 3/4 della salita; poi le cose si fanno più delicate, con zolle d'erba scoperte e sempre più verglassate salendo di quota. L'uscita in cresta (sulla sinistra) è ripida e delicata, e una volta fuori dall'imbuto il vento taglia la faccia.

Il primo salto ghiacciato
 
Altro tratto delicato

Uscita su erba verglassata!
 
Decidiamo così di proseguire lungo il canalone nord-ovest, salita (e discesa con gli sci) fra le più classiche e lunghe dell'Appennino, in ambiente grandioso. Mano a mano che saliamo le montagne attorno si fanno sempre più piccole, e all'orizzonte fanno capolino le Alpi di confine. Verso la fine del canalone, Alberto taglia decisamente a sinistra, raggiungendo per un ripido canalino la cresta nord; dopodiché inizia a traversare in parete sotto le placche sommitali.

Nel canalone nord-ovest

Lo raggiungo ai piedi della prima linea di salita evidente, un bel canalino che si impenna fra le rocce corazzate di ghiaccio. Inizio a sentire la stanchezza, e per non rischiare faccio portare su la corda ad Alberto: la neve è a dir poco fantastica, le picche affondano che è un piacere. Un paio di salti ripidi con erba affiorante e le difficoltà finiscono. Poco più di 60 metri, ma che divertimento!

Sotto la parete nord

Ora resta solo un pendio più facile per raggiungere la cresta principale, a pochi passi dall'antecima: che montagna fantastica e severa l'Alpe di Succiso, quanto si fa desiderare e aspettare la vetta, da qualunque parte si arrivi! Il vento per fortuna si è un po' placato, e nonostante la temperatura percepita sia attorno ai meno 15 ci concediamo una lunga pausa contemplativa. La giornata è limpidissima, scorgiamo bene la Corsica, l'Amiata, il Monviso...

Panorama dalla vetta dell'Alpe

Anche il rientro non è banale, con la normale dal Rio Pascolo liscia come un biliardo e il sentiero, una volta finita la neve sotto i 1400 metri, ricoperto da un insidioso strato di ghiaccio almeno fino ai 1200. A Succiso arriviamo soddisfatti e quasi stanchi, ogni salita all'Alpe somiglia sempre a un'ascensione.

Sentiero ghiacciato per il Rio Pascolo

15 Gennaio
La domenica dopo provo a bissare le belle condizioni, ma stavolta ci va male... con Luca B. e Pietro C. puntiamo a un facile canalino nella zona del Cusna, ma siamo costretti a fare retrofront dopo una lunga ravanata nel bosco sotto la neve... la giornata si conclude ai piedi della Pietra di Bismantova in compagnia di torta fritta e salume!

L'unica nevicata del mese... presa in pieno!


WEEK 3: ALPE & APUANE

20 Gennaio
Passa un'altra settimana, meno soleggiata in montagna rispetto alle precedenti, ma sempre fredda. Venerdì Federico va anche lui all'Alpe di Succiso, salendo un canalone al Casarola, una linea sulla nord e un canale sulla sud-est. Le condizioni sembrano essere ancora perfette, specialmente sulla nord, con un poco di neve in più rispetto alla nostra salita.

Canalino Nerli, secondo tiro

21 Gennaio
Il sabato però lo convinco a tornare sulle Apuane, dove da altre fonti sappiamo che sopra i 1500 deve esserci parecchio da divertirsi... Ci fissiamo come obiettivo il Canalino Nerli al Grondilice, che lo scorso inverno avevamo dovuto interrompere per la neve impresentabile. Oggi la situazione è decisamente diversa: poca neve, tanta roccia e ghiaccio a tratti affiorante.

Canalino Nerli, terzo tiro

Il canalino si rivela più impegnativo e ingaggioso in queste condizioni: in vari punti somiglia più a una goulotte. Con 4/5 tiri, su soste da attrezzare, raggiungiamo la cresta poco distanti dalla cima, che ci regala di nuovo un bellissimo panorama non guastato da alcuna nuvola - fatto raro per le Apuane!


Uscita in cresta


WEEK 4: GHIACCIO O NEVE? QUESTO E' IL PROBLEMA!

25 Gennaio
Inizia una nuova settimana: qualche debolissima nevicata in quota, freddo persistente. Il mercoledì torna bello: puntuali come due orologi, Mario e Federico sono di nuovo sulla nord dell'Alpe, dove salgono una sottile goulotte sulle placconate centrali: le condizioni, dopo le ultime deboli nevicate, sono veramente scozzesi! Le foto pubblicate da Fede riscuotono scalpore, e nel weekend successivo si spingeranno all'Alpe spiccozzatori da Modena e addirittura da Brescia...

Parete nord del Munro di Succiso: foto di Mario


26 Gennaio
Giovedì altra bella giornata, altra bella salita per Alberto, Pietro G. e l'instancabile Federico: stavolta la location è il vallone dell'Inferno, dove i nostri salgono una nuova linea di 200 m sulla parete nord del monte Scalocchio. La neve è di meno rispetto all'Alpe, ma dura e presente dove serve... dove non c'è più i ramponi grattano un po' di roccia: la via è ribattezzata Misto Inferno, e attende la prima ripetizione!

Monte Scalocchio: Misto Inferno (foto Federico)


28 Gennaio
Sabato finalmente torna anche il mio turno... purtroppo il tempo non è sereno come i giorni scorsi, ma per una cascata a bassa quota va benissimo, considerato che fa ancora molto freddo. Siamo io e Fede e decidiamo di cambiare radicalmente zona, addentrandoci nell'Appennino Piacentino per esplorare la zona di Cattaragna / Rocca dei Borri.

Fantasia, grado 4+, la cascata più famosa e difficile della zona

Sul posto ci attende l'amico borgotarese Paolo, arrivato un po' prima di noi per un'altra strada insieme a Manuel.  Saliamo ai piedi della Rocca dei Borri e attacchiamo la stessa cascata, pensando si tratti di Cavolini di Bruxelles: in realtà siamo su Fantaghirò, ma ce ne accorgiamo soltanto quando dopo due lunghezze la colata scompare!


Incroci di corde su Fantaghirò

Con una digressione poco raccomandabile di misto terra ci ritroviamo su un bosco molto ripido, che seguiamo fino alla base della cascata. Ci rendiamo conto della situazione piuttosto magra degli itinerari, molto più difficili di quanto siano classificati sulla guida... solo Fantasia sembra ben formata: incanta a guardarla, ma non è ancora pane per le nostre picche!

Gente che si cala vista dall'auto...

Torniamo all'auto che non sono neanche le 15, e incontriamo altri due alpinisti di Genova che hanno salito Il maestro è nell'anima. I borgotaresi devono ripartire, mentre noi abbiamo ancora voglia e tempo di dare due spiccozzate: la comodità estrema delle cascate, che spesso iniziano di fianco alla strada, ci consente di fare un'altra salitina.

Scegliamo L'insostenibile pesantezza dell'essere, con due divertenti tiri sul 2-, e ghiaccio inaspettatamente migliore di quello trovato la mattina più in quota! Il rientro non è di nuovo dei più comodi, per bosco quasi verticale che diventa verticale appena sopra alla strada. Federico traversa un po', mentre io raggiunto un bell'albero 6 metri sopra la strada decido di usare la corda e calarmi!


Su L'insostenibile pesantezza dell'essere

Ovviamente Fede ci mette meno, e immortala anche la ridicola calata con machard. Tornati all'auto che ormai fa buio, ci accorgiamo che manca una vite all'appello: cerca qua cerca là, non salta fuori, mentre io non mi rendo conto che non ho caricato qualcosa di ben più importante... partiamo un po' rattristati, ma dopo pochi metri per pura fortuna mi accorgo della vite in mezzo alla strada, proprio dove Fede mi ha aspettato mentre mi calavo!

Federico recupera la BD da 16cm dall'asfalto!

Contentissimo, il Red Climber scende a recuperare il prezioso (e molto pericoloso se in mezzo a una strada!) strumento, e ripartiamo felici verso Parma, senza sapere che ci sono solo tre piccozze nel baule!!! Il sottoscritto se ne rende conto solo a casa. La Jorasses non c'è! Chiedo a Fede se ce l'ha lui, mi viene il dubbio di averla lasciata allo scambiatore dell'autostrada, o al parcheggio sotto la cascata... scandagliamo le foto, la picca non si vede, eppure fino all'ultimo la avevo con me!

La foto "incriminata"

Alla fine risolviamo il mistero dalle foto che Fede mi ha scattato mentre mi calavo sopra la strada... avevo soltanto una picca agganciata all'imbrago! La Jorasses, che nel bosco avevo usato come appoggio, è rimasta sotto l'albero attorno a cui avevo fatto girare la corda! La vite da ghiaccio - lasciata lì da Fede quella, però... - era un avvertimento!


29 Gennaio
Mi tocca svolgere una massiccia opera di convincimento per spingere Federico, Alberto e Pietro a tornare a in zona la domenica, giornata potenzialmente perfetta per salire canali più in quota con sole freddo e neve marmorea... Ma gli amici sono amici, a me guidare non dispiace, e così rieccoci - meno di buon ora rispetto a ieri - sulla strada di Cattaragna, dove le cascate da salire certo non mancano!

Mal d'Africa: primo salto

Stavolta cominciamo con Mal d'Africa, quattro o cinque tiri con partenza direttamente dall'auto, difficoltà 2, ghiaccio ottimo, migliore ancora di ieri; discesa leggermente meno scomoda rispetto alla vicina Insostenibile (che del resto non avevamo salito fino in fondo). Tornati alla strada, mangiamo al sole il nostro panino e alle 14 siamo pronti per ripartire con una nuova cascata: la scelta cade su Il maestro è nell'anima, 150 metri, difficoltà 3.

Mal d'Africa: secondo salto

Anche qui il primo tiro si può cominciare direttamente dal baule... Troviamo più ghiaccio rispetto alle altre cascate, evidentemente il rio deve avere maggiore portata. I tiri sono belli e vari: dal muro grasso dove sali ovunque, alla goulottina stretta e obbligata, fino all'imponente salto del quarto tiro, con attacco quasi verticale. Federico fa il lavoro sporco, anzi bagnato! C'è da sudare a piazzare le viti su queste pendenze, e anche il ghiaccio sta iniziando a sudare un po'... sono quasi le 16!


Il Maestro è nell'anima: Federico sul tiro chiave

Ultimo tiro con breve candelina e anche questa cascata è portata a casa. La quarta in due giorni! Con nostra grande gioia, il ritorno alla macchina stavolta avviene per sentiero comodissimo, e anche oggi ripartiamo che ormai fa buio. Per tornare a Parma, mi invento un itinerario un po' più coinvolgente, con svalicamento in val Nure e strade provinciali fino a Fiorenzuola... incontriamo lepri, caprioli, cinghiali e per puro caso non ne investiamo nemmeno uno!

Uscita di Il Maestro dall'alto


WEEK 5: E' ARRIVATO IL MARINO: THE END.

30-31 Gennaio
Purtroppo l'incantesimo delle cascate in Appennino si interrompe bruscamente a cavallo fra gennaio e febbraio con un innalzamento delle temperature dovuto all'arrivo del libeccio, che purtroppo con il ghiaccio non va d'accordo. Mentre scrivo si spera nell'arrivo di un po' di neve, che finora è stata la grande assente dell'inverno appenninico (e non solo...).

Alla prossima!

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