sabato 30 giugno 2012

Monte Prado (2054)



Il Prado è la cima più alta della Toscana, e dunque (logicamente) anche del crinale tosco-emiliano. Mostra il suo lato più caratteristico sopra il lago della Bargetana, che sembra quasi custodire come un gioiello sotto i suoi precipizi; mentre verso la Garfagnana si presenta più dolce. Una montagna grande e faticosa, che non sfigura dinnanzi al Cusna come il monte Alto di fronte all'Alpe di Succiso.

Escursioni

Monte Prado e lago della Bargetana da Ponte Rimale



Monte Prado e lago della Bargetana, da Ponte Rimale

Punto di partenza: Ponte Rimale (1250)
Punto più elevato: Monte Prado (2054)
Dislivello in salita: 900
Tempo totale di percorrenza: 6 ore
Grado di difficoltà: E
Segnaletica: Ottima
Punti d'appoggio: Rifugio Bargetana (1740)
Accesso stradale: Da Ligonchio imboccare la strada per Presa Alta. Parcheggiare alla fine dell'asfalto, presso una piattaforma di atterraggio.
Note: Evitare il crinale del Castellino in caso di maltempo. Dal Rifugio Bargetana nel caso si può rientrare al punto di partenza seguendo una strada sterrata.

Itinerario
Escursione facile ma piuttosto lunga, sul versante più dolce della profonda val d'Ozola.
Da Ponte Rimale, non lontano da una piccola cascata, inizia il sentiero 633,  con indicazioni per il rifugio Bargetana; si sale non troppo ripidamente nel bosco, fino alla torbiera detta Lago del Capriolo (1506); un altro lungo tratto porta fino al Passo del Romecchio (1655) dove finalmente si sbuca fuori dai faggi sul crinale, abbandonando il 633.

Monte Cusna
Lo 00 rimonta fioritissime praterie, con vista sulle Apuane, fino alla Forcerella (1714). Qui inizia la ripida salita sul fianco nord del monte Castellino (1947), ampia montagna spoglia, con pochi punti di riferimento. La vista si apre presto sulla splendida conca verdeggiante della Bargetana, dominata dal monte Prado ancora abbastanza lontano.

Si scende ora dolcemente fino a una grande spianata, la sella del Prado (1900), non lontana dal Rifugio monte Prado (in Garfagnana); si ignora per ora il 631 che scende al lago, e si prosegue sullo 00 affrontando un'ultima faticosa salita sin sulla vetta del Prado (2054). La vista spazia sul Cusna, la Toscana settentrionale, un lungo tratto di crinale verso sud.



Tornati indietro fino alla sella, si scende ripidi sul 633, con splendida vista sul lago della Bargetana (1761) sempre più vicino. Conviene sostare in questo luogo straordinario, ammirando i contrafforti della montagna appena risalita. Pochi minuti a nord del lago passa la strada inghiaiata (chiusa al traffico) che collega Ligonchio con Civago attraverso il passo Lama Lite (1709), presso il rifugio Battisti. Dal lago comunque consiglio di seguire una traccia evidente che costeggia per un buon tratto la strada, verso il vicino rifugio Bargetana (1740).

Il lago della Bargetana visto dal Prado
Dietro la struttura si imbocca di nuovo il sentiero 633, verso il passo del Romecchio. Lasciandosi a sinistra i pratoni scoscesi del monte Castellino, sormontati all'andata, si ignora la deviazione per la Forcerella, per mettere piede sul crinale soltanto al Romecchio. Qui termina l'anello, e si torna nel bosco fino a ponte Rimale sempre sul 633.

martedì 22 novembre 2011

I colori dei larici in alta val di Daone

Cercavo un posto in cui fare una semplice passeggiata autunnale, abbastanza vicino per andarci in giornata e abbastanza in alto per avere i larici gialli. Alla fine ho scartato le Dolomiti ed ho fatto lo sforzo chilometrico minore: val di Daone-Fumo.
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sabato 8 ottobre 2011

Monte Cusna, anello da Monte Orsaro per il passo della Cisa

Punto di partenza: Monte Orsaro (1250)
Punto più elevato: Monte Cusna (2121)
Dislivello in salita: 900
Tempo totale di percorrenza: 6 ore
Grado di difficoltà: E
Segnaletica: Buona
Punti d'appoggio: Rifugio Monte Orsaro presso la partenza; bivacco presso Rio Grande
Note: Il percorso si accorcia di circa 2 h raggiungendo in auto il Passo della Cisa su buona sterrata. Per compiere ugualmente un anello basta percorrere il breve sentiero di raccordo fra 623 e 619 che arriva al bivacco di Rio Grande.


Itinerario
E' questo il percorso più breve per mettere piede sul Cusna, ora che gli impianti di Febbio sono chiusi. Da Monte Orsaro si raggiunge brevemente l'omonimo rifugio, e si sale fino al passo della Cisa (1549)  seguendo la carrozzabile. Questo tratto volendo può essere affrontato in auto (ma ci si perderebbe così il bel tratto finale del 619 per il rientro).

Sterrata per il Passo della Cisa
Dal Passo in poi è facile confondersi per via delle numerose tracce, anche di jeep, che salgono verso il Cusna e i Prati di Sara: occorre seguire sempre il 623, che continua a salire puntando alla dorsale che scende a nord del Gigante, verso ambienti sempre più spogli. Una deviazione a destra ai vicini Prati di Sara è comunque consigliatissima!

Ultimo tratto della salita al Cusna
Il 623 si abbandona al bivio con il 625, diretto alla cima del Cusna. Costeggiando uno strapiombo di rocce nere e granulate, si guadagna velocemente quota e il panorama inizia ad aprirsi sulla val d'Ozola. All'incrocio col 627 (quota 1768) che scende al Lago del Cusna si punta a sinistra, e dopo un ultimo sforzo si è in cima (2121). La prominenza di questa montagna offre una vista sterminata, proprio come i pratoni delle anticime Piella e Sasso del Morto, fino al Passone.

La ripida "spalla" da cui scende il 619
Per il rientro si imbocca, poco sotto la cima, il 619. La discesa è ripidissima, ma mai pericolosa: in un attimo si raggiunge l'idilliaca vallata del Fosso di Prassordo, poi quella del Rio Grande. Presso un bivacco (1588) un taglione a sinistra raggiunge il passo della Cisa, ma se si vuole rientrare a Monte Orsaro su sentiero (come consiglio) bisogna restare sul 619, che entra nel bosco rimanendoci a lungo, puntando verso nord-ovest. Prima del paese si esce sulle praterie, godendo di bei panorami sulla valle di Febbio e sul Cusna che continua a giganteggiare alle nostre spalle.

Il Rio Grande

Monte Cusna (2121)

L'Alpe di Cusna ha un paio di soprannomi evocativi: Il gigante non ha bisogno di spiegazioni; mentre L'uomo morto rimanda alla sagoma infelice del Cusna visto dalla pianura, con la "pancia" delle anticime Piella e Sasso del morto e la testa del Cusna vero e proprio. I suoi sterminati pendii offrono molte possibilità agli escursionisti in ogni stagione; e ci si sente davvero piccoli sopra il Gigante.

Escursioni
Monte Cusna: anello da Monte Orsaro per il Passo della Cisa

Cusna, cresta nord da Monteorsaro: la rivincita invernale dell'Appennino






Focus sul Cusna

Il monte Cusna, alias anche Alpe di Cusna, alias il Gigante, alias Omo Morto, con i suoi 2121 metri è la seconda vetta dell'Emilia. 

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sabato 1 ottobre 2011

Una mezza Tofana di Rozes fra camosci e cornacchie

Non mi capita spesso di andare sulle Dolomiti, ma ogni volta rimango estasiato dalla loro bellezza maestosa.
In questo periodo molti alberghi e rifugi sono chiusi; non molto intelligentemente, dato che l'affluenza mi è sembrata comunque altina... forse non si aspettavano un inizio ottobre con temperature da luglio e giornate splendide come oggi! Comunque sia una pensione per la notte l'abbiamo trovata facilmente, e siamo stati accolti come unici clienti, dunque a braccia aperte, ed a prezzo basso.

Anche i sentieri non sono troppo affollati!