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domenica 23 febbraio 2014

Monte Sillano (1876)

E' prima cima significativa che si incontra a est del passo della Pradarena, verso cui dirada con pendii lunghi e dolci; sul lato opposto invece il crinale è più esile, così come la dorsale che separa le valli emiliane dei rii Re e Rimale; questa prosegue verso nord fino ai risalti del Monte (1781), per poi esaurirsi nei boschi sopra Ligonchio. La montagna si chiama come il paese di Sillano, in alta Garfagnana, da cui passa la strada per il passo per la Pradarena, teatro di una storica corsa in auto.

Escursioni (inverno):

domenica 22 settembre 2013

Monte Gottero (1640)

Il Gottero è la più alta montagna in provincia di La Spezia, e la sua cima erbosa domina un gran dedalo di valli coperte di boschi. Ci troviamo vicini al punto di incontro fra val di Taro, Lunigiana e val di Vara, dove confinavano Ducato di Parma, Granducato di Toscana e Repubblica di Genova: come rivela il toponimo Foce dei tre Confini, valico a nord del Gottero. Sconfinato appare invece il panorama nelle rare giornate limpide e serene, magari in autunno quando i boschi tutt'attorno si colorano.



Escursioni:
Monte Gottero e Foce dei Tre Confini dal Passo della Cappelletta, anello in alta val Gotra

domenica 18 agosto 2013

Monte Paitino (1815)

 


Il Paitino, leggermente più basso e meno prominente rispetto ai vicini Matto e Sillara, è tuttavia un punto geograficamente importante: qui infatti si incontrano le valli di Parma, Enza e Magra. Visto da ovest, il Paitino mostra formazioni rocciose regolari, che proseguono orizzontalmente con continuità dalla cresta nord al versante che si affaccia sulla Lunigiana: una formazione geologica che non ha pari lungo il crinale, e ricorda quella delle "Rocche" poste interamente sul versante parmense.

Escursioni
Monte Paitino, Lago del Bicchiere e Badignana: grande anello dal ponte del Cogno

Anello Lagoni-Sillara per la Sella di Rocca Pianaccia e del Paitino



 
 

domenica 11 agosto 2013

Monte Cervellino (1492)

Il Cervellino è la montagna più alta della val Baganza, pur trovandosi abbastanza lontano dal crinale; la sua posizione defilata, insieme alla sua prominenza, lo rendono piuttosto un autentico balcone panoramico su larga parte dell'Appennino settentrionale, dal monte Penna fino al Cusna. La presenza di faggi vicino alla cima purtroppo preclude la vista verso nord-ovest. Si tratta di una cima poco frequentata dagli escursionisti, più facilmente meta di turisti a cavallo, in MBK o in moto da enduro.

mercoledì 7 agosto 2013

Monte La Nuda (1895)

E' la cima più alta compresa fra i passi Cerreto e Pradarena, e permette di godere di un panorama straordinario. In primo piano, a nord, la conca con le piste di Cerreto Laghi; più in là il monte Ventasso, la Pietra di Bismantova e tutte le colline reggiane; a ovest il gruppo dell'Alpe di Succiso e parte dell'Appennino parmense; a sud l'elegante cresta dello Scalocchio, col Gendarme della Nuda e la valle dell'Infernaccio; in secondo piano  tutta la sfilata delle Alpi Apuane vicinissime, e il Golfo della Spezia e a sinistra; a est infine tutto il crinale fino all'Abetone, con il Cusna a farla da padrone. In condizioni di tempo terso, è possibile vedere buona parte delle Alpi.
Il Gendarme della Nuda

Itinerari:
Dall'Infernaccio a Belfiore: due volti dell'Appennino

martedì 16 luglio 2013

Monte Navert (1654)

Il nome strano e affascinante di questa cima rimanda probabilmente alla sua forma di nave: la grande e piana plancia termina nella prua rivolta verso sud, corrispondente al precipizio sopra il passo della Colla. Il Navert si può considerare l'ultimo baluardo della media montagna: la sua "prua" annuncia le più alte e aguzze cime prossime al crinale, come la vicina Rocca Pumaccioletto. Pur non offrendo la vista sul mare, il Navert è un perfetto balcone sulle cime del crinale e sulle tre valli di Cedra, Parma e Bratica, che qui hanno il preciso punto di spartiacque; notevoli le fioriture presso la cima.

Escursioni:
Grande anello di Bertolucci in val Bratica

sabato 29 giugno 2013

Punta Buffanaro (1878)

Sopra il paesino di Torsana, in Lunigiana, incombe con uno strapiombo sorprendente; verso Succiso e la valle dell'Enza presenta invece due insolite placche di roccia liscia poco inclinate, come uno scivolo colossale. La cima presenta, come unico manufatto umano, un ometto essenziale di pietra con scritto a indelebile il nome e la quota: un caso unico sul nostro crinale pieno di croci, cartelli, pietre di confine... nei dintorni di Punta Buffanaro si dipartono quattro sentieri, ma non è certo una
montagna molto frequentata. E' piuttosto il culmine panoramico della zona più selvaggia dell'Appennino Settentrionale.

Escursioni:
Sentiero attrezzato dei Groppi di Camporaghena e ferrate di Monte Alto e Alpe di Succiso

sabato 15 giugno 2013

Monte Roncalla (1683)


Sulla spartiacque fra Aveto e Nure, questa montagna è sovrastata da ampi pratoni panoramici, fioriti in primavera. Rispetto al vicino Groppo Rosso, vero balcone sulla conca di S. Stefano, il Roncalla è più esposto a ovest, dove precipita con una scarpata sulla valle Tribolata: l'enorme frana si è staccata in tempi remoti proprio dalle sue pendici. Diversi i sentieri che qui convergono, sia da Prato Cipolla sia dal passo della Crociglia; ci sono anche due percorsi impegnativi e di grande soddisfazione: la cresta della Ciapa Liscia e la via ferrata Adolfo Ferrari.


Itinerari: Anello delle ferrate Ferrari e Mazzocchi fra alta val d'Aveto e Nure
 

domenica 9 giugno 2013

Monte Cima (2032)


Il nome di questa montagna non rispecchia per nulla la sua natura di sommità arrotondata: si tratta dell'ultima elevazione significativa lungo la dorsale che si stacca dalla cima d'Asta, separando le valli Campelle e di Grigno. E' caratterizzato dalla presenza di cave di quarzo, come dimostrano alcuni attrezzi arrugginiti ancora sul luogo.

Escursioni:
Val Campelle: nel cuore del Lagorai col Cai, secondo giorno

sabato 1 giugno 2013

Pietra di Bismantova (1041)

Girovagando fra le dolci e boscose colline reggiane, può capitare di trovarsi all'improvviso di fronte a un colossale quanto inaspettato bastione di roccia: è la Pietra di Bismantova, dove il paesaggio si fa geometria.


Resti di insediamenti preistorici sulla sommità dimostrano che l'uomo ha sempre sfruttato questa fortezza geologica. Lo stupore che proviamo tuttora sotto la Pietra, per i nostri antenati dovette tradursi in devozione: altrimenti non troveremmo uno splendido eremo e una chiesetta proprio sotto la grande parete sud; ed è risaputo che molti edifici cristiani (specialmente in zone remote di montagna) sorgono in punti dove prima c'erano luoghi di culto pagano. Insomma, dove la natura è troppo grande per l'uomo, si tira sempre in ballo Dio o simili.


Oggi il culto per la Pietra è decisamente passato nelle mani degli arrampicatori, aggrappate mirabilmente alle sue pareti: da almeno 40 anni qui si è sviluppata la più grande palestra naturale di arrampicata dell'Appennino, a un'ora scarsa dalla Pianura Padana. Sul lungo anfiteatro di calcare, prominente quasi 200 metri, sono presenti decine di vie, che arrivano fino al grado 8c. C'è anche una gran bella via ferrata.

La Pietra comunque può soddisfare anche chi vuole semplicemente fare una passeggiata accanto al suo perimetro, o un picnic domenicale sui grandi prati sommitali, dove il panorama abbraccia tutto l'Appennino emiliano. Occorre naturalmente stare a debita distanza dai salti rocciosi, e tenere sempre sott'occhio i bambini. Sassolini lanciati per gioco potrebbero diventare pericolosi per gli arrampicatori, persone intere ancora di più.

lunedì 27 maggio 2013

Cima Capi (909)

Certe svettanti creazioni di roccia, chiamarle "monte" suonerebbe male: è il caso di Cima Capi, un colossale pulpito appuntito che si affaccia sulla punta del Lago di Garda con uno di quei salti verticali che tolgono il fiato. E' possibile salire in vetta con due semplici vie ferrate, che garantiscono panorami straordinari; raggiungendo la val di Ledro da Riva del Garda, si passa proprio sotto la montagna con una lunga galleria.

mercoledì 1 maggio 2013

Monte Lancio (1540)

 Il nome di questa cima minore, posta sullo spartiacque fra le valli dell'Ospitale e del Fellicarolo, evoca bene il brivido che si prova sopra allo strapiombo a sud-est. La presenza di pini attorno alla vetta le dona un'atmosfera mediterranea, in contrasto con le vicine, fredde faggete a nord del monte Rondinara.

Escursioni: La valle del Fellicarolo

Reportage: La valle del Fellicarolo: nel segno dell'acqua

 
 

giovedì 25 aprile 2013

Monte Aiona (1701)

La montagna senza cima; il deserto d'alta quota; il trionfo della pietra: salire sull'Aiona è un'esperienza unica nel suo genere, almeno in Appennino; contando poi le numerose emergenze naturalistiche dei dintorni, il panorama sul mare vicinissimo, il buon numero di sentieri a disposizione si tratta davvero un posto da non perdere... quando c'è bel tempo!
 
 





domenica 23 settembre 2012

Monte Orsaro (1830)


Primo "1800" dell'Appennino che si incontra venendo da Nord, fa sentire tutta la sua importanza incombendo sull'alta valle del Magra con strapiombi e forre. In modo un po' meno rude, domina anche la vicina conca di Lagdei. Assolutamente da abbinare col vicino Marmagna, di cui è come il fratello selvaggio. In cima si trova una strana, magrissima Madonna di bronzo, opera d'arte contemporanea di un locale.


Escursioni:
Monti Marmagna e Orsaro da Lagdei

I lati oscuri dell'Orsaro, anello dal passo del Cirone

sabato 15 settembre 2012

Monte Alto (1904)



Un vicino ingombrante come il Succiso non intacca il fascino e il prestigio del primo 1900 lungo il crinale. Tre lunghe creste affilate si congiungono qui, impennandosi nel punto preciso di confine fra i bacini di Secchia, Enza e Magra. Sulla stretta cima dell'Alto si incontrano anche difficili sentieri attrezzati e vere e proprie ferrate, nel cuore di una delle zone appenniniche dal sapore più alpino.

Escursioni:
Alpe di Succiso, monte Alto e Sorgenti del Secchia dal Passo del Cerreto

Alpe di Succiso (2017)


Un nome, una montagna, un'Alpe che incute rispetto e riverenza; le eleganti vette parmensi diventano piccole piccole appena si erge questo colosso: il 2000 più a nord dell'Appennino, nonché uno dei più selvaggi e in parte insidiosi. Soltanto lunghe camminate, attraverso angoli di paradiso, permettono di guadagnare la cima, circondati da un panorama immenso, specialmente verso nord.



Escursioni
Alpe di Succiso, monte Alto e Sorgenti del Secchia dal Passo del Cerreto

Lotta con l'Alpe? Grande anello da Succiso sulle tracce del Barbarossa

martedì 11 settembre 2012

Corno alle Scale (1945)



Se pensassimo all'Appennino tosco-emiliano come a una sinfonia, allora il Corno sarebbe il gran finale. Dolcissimo nel versante nord-ovest, precipita verso sud-est con una parete colossale: bisogna scendere almeno fino ai monti Sibillini per ritrovare qualcosa di simile! Solo in parte alterato dagli impianti di risalita, il Corno è una cima di grande fascino, per escursionisti ma anche alpinisti.

domenica 9 settembre 2012

Monte Rondinaio (1964)



 
Montagna elegantissima, con due imponenti pareti verso la Garfagnana e la valle delle Tagliole. Dalla cima, facile da raggiungere anche in inverno, si scorgono ben quattro laghi, che col mutare delle condizioni di luce appaiono con colori diversi. L'altezza notevole e la posizione defilata verso sud rispetto al resto del crinale, garantiscono una vista eccezionale, soprattutto sulla Toscana.

Escursioni
Monte Giovo e Rondinaio: anello dal Lago Santo per Altaretto e Porticciola


Monte Rondinaio: anello dei laghi Turchino, Torbido e Baccio

sabato 8 settembre 2012

Monte Matto (1837)


Cima vicina ai Lagoni, dunque abbastanza frequentata, offre un bel panorama sulla Lunigiana, verso cui (caso raro) dà vita a un ex ghiacciaio e ad una cima succursale (il Nagutto): salgono da lì sentieri impervi e poco battuti. Si presenta come un panettone più roccioso ed esposto rispetto alle altre cime lungo crinale, e offre uno scorcio d'eccezione sull'agile parete sud del vicino monte Scala.

Escursioni:
Anello dei Lagoni, Lago Scuro, Monte Matto e zone umide

venerdì 24 agosto 2012

Monte Sillara (1861)


La montagna più alta della provincia di Parma, e una delle più affascinanti: il dirupo più verticale di tutti verso la Lunigiana, il pendio più dolce verso la val Cedra: ha un volto diverso da dovunque la si guardi. Arrivare quassù richiede più fatica rispetto ad altre cime più battute; i percorsi possibili sono diversi, tutti sorprendenti; e lo scorcio finale sui due Laghi Gemelli e il crinale ripaga di ogni sforzo.

Escursioni:
Anello Lagoni-Sillara per la Sella di Rocca Pianaccia e del Paitino

Da Prato Spilla al Sillara: grande anello dei 9 laghi