giovedì 11 settembre 2014

Faversham - Rochester: giro ad anello con Pilgrim Way

Si preannuncia un nuovo sabato di bel tempo, e colgo l'occasione per spostarmi verso nord-ovest. Il bello di Ramsgate è che puoi andartene facilmente, essendo una sorta di pietra angolare del Southeastern Service, cioè: i treni partono tutti da qui, o quasi. Puoi scegliere di andare a Londra seguendo almeno 3 percorsi diversi, con tante corse a disposizione dal mattino presto alla sera tardi.

Rochester
Orizzonti del Kent

Questa volta la mia destinazione è Rochester, e decido di arrivarci con un ambizioso giro ad anello partendo da Faversham. Da questa bella cittadina, (in cui passerò i due weekend successivi) mi dirigo subito verso le colline, piene di coltivazioni di luppoli e mele. Guadagno mano a mano quota, concedendomi qualche deviazione inutile ma divertente su sentieri.



Mi muovo su stradine secondarie che attraversano dolcemente la lunga fascia di colline (le Kent Downs) fra il mare e la linea direttrice Ashford-Maidstone. La vista si spalanca su mezzo Kent quando ormai sono poco sopra il villaggio di Lenham. Alti mucchi di fieno mi provocano la tentazione di salire per vedere più lontano, ma rischio solo di sporcarmi e farmi male...


Finalmente discesa, finché non incrocio il National Cycle Network 17, in questo tratto coincidente con la Pilgrim Way: un antico itinerario che univa le cattedrali di Canterbury e Rochester: niente di più consono ai miei piani! Il percorso è vario e divertente, alternando sali-scendi e numerosi tratti off road. Impossibile sbagliare almeno sino alle porte di Maidstone: basta andare dritto, attraversando una dopo l'altra tutte le strade che si incrociano... ecco ciò che amo di più delle antiche vie di comunicazione, la logica!



Soltanto alle prese con la superstrada Maidstone-Sittingbourne tocca salire su un cavalcavia, ma poi la via riprende dritta e piacevole, attraversando una riserva naturale ricca di wildlife (almeno stando ai cartelli...). Mi aspetta giusto una salita spiacevole e lunga a fianco della superstrada A229, ed eccome a Blue Bell Hill, ottimo punto panoramico sulla valle del Medway e la città di Maidstone.


Sempre seguendo i cartelli del NCN 17, mi ritrovo su un sentiero che si getta in una lunga, meritata discesa attraverso un bel bosco misto. Comincio ad essere stanco e affamato, la bici non va più via sciolta come un mese fa... comincia a patire due mesi di uso intensissimo e non sempre troppo rispettoso! Eccomi finalmente alle porte di Rochester, la Cattedrale e il castello mi salutano affacciandosi sulle acque del grande River Medway,


Parcheggio la bici e raggiungo a piedi (lunga camminata!) un ristorantino turco, dove mi godo un ottimo doppio "maze": in realtà riesco a mangiarne solo 3/4, arrivando vicino al mio limite di capienza. Cibo molto saporito, carico, pesante... ma buono!

Prima porzione...

Giusto un giretto per la frizzante via principale della città e dentro la Cattedrale, sontuosa e coloratissima; il castello mi accontento di vederlo da fuori siccome si sta facendo tardi... il ritorno è molto lungo!


Ri-attraverso in bici Rochester, che di fatto è attaccata a Chatam: questo secondo membro della Medway City ha molte meno cartucce da sparare: di fatto c'è una via piena di negozi e mercati e il famoso arsenale. Ora mi tocca attraversare zone molto trafficate, cercando di seguire le acrobazie delle piste ciclabili. Faccio il giro dell'Università di Greenwich-Medway ed eccomi sullo Strandt.


Inizia qui a farsi riconoscibile il grande estuario pianeggiante del Medway, caratterizzato dalle altissime ciminiere di due fabbriche, visibili da grande distanza. Il percorso ciclabile (ora National Cycle Network 1) procede con grandi zig zag in questa zona protetta ricca di vegetazione e uccelli... io però non ho tempo né voglia di seguirlo (il percorso intendo, ma in parte vale anche per l'uccello qui a Ramsgate), quindi appena posso mi butto sulla strada principale ritrovandomi a Rainham.


La A2 è dritta, ma piuttosto trafficata... un occhio alla cartina, e decido di tornare sulle strade secondarie a nord, seguendole fino a Newington attraverso le solite infinite coltivazioni di mele. Da qui riprendo ancora la A2 e in breve sono a Sittingbourne, cittadina popolosa ma senza volto. Ancora strade secondarie, per fortuna qui piuttosto dritte siccome tengono come riferimento la ferrovia, e in una mezzora arrivo a Faversham. Sono quasi le 18.00, mi manca il tempo per visitare la città (che scoprirò tutt'altro che senza volto!), così  prendo in fretta e furia il treno per la cena!


mercoledì 10 settembre 2014

Friston Forest e Seven Sisters mountain bike ride

Visto che i post in inglese non stanno avendo un gran successo, ho deciso di scrivere in italiano i racconti delle mie ultime escursioni - le più interessanti. Mi richiede molto meno tempo, e ora il tempo sta per venire a mancare! Niente di drammatico, beninteso, semplicemente prima di tornare in Italia ho intenzione di passare qualche giorno lontano dai computer, e dal mare... per disintossicarmi, un po' come col cibo. Quindi vi lascerò sulle spine, cari lettori rimasti dopo l'esplosione di visite estiva, sulla mia destinazione!

Le Seven Sisters

Nel frattempo torniamo all'8 agosto 2014: una giornata che ricorderò a lungo, senz'altro il giro più epico che abbia fatto in Mountain Bike in terra britannica (per ora...). La giornata non comincia bene: la sveglia non suona, mi tocca fare colazione in fretta e furia sperando di essere ancora in tempo per il treno; esco e trovo che il coprisella della mia bici si è bagnato per via di uno scroscio di pioggia notturno breve e inaspettato... fuck!! malgrado le corse, perdo comunque il treno, e mi tocca aspettare più di mezzora per il prossimo.



Scendo ad Ashford per cambiare convoglio, faccio giusto un giretto per la città non proprio attraente ma ricca di parchi; ecco il mio treno, diretto a Brighton: si rivelerà affollato, siccome la destinazione è molto gettonata in estate. Lo scomparto dove ho lasciato la bicicletta si riempie presto di gente con valigie o passeggini, o semplicemente di persone che occupano uno spazio doppio rispetto al normale: caso non raro da queste parti. Comunque una volta ad Eastbourne riesco a scendere dal treno senza grossi problemi.

Ashford

Attraverso la città in direzione di colline piacevolmente più alte del solito: non tira un vento caldo, e anche la salita è più faticosa del solito! In breve passo dalle vie della città alla piena campagna, e dall'asfalto allo sterrato, grazie a un sentiero che presto incrocia il tracciato della South Downs Way.
Ora di fronte a me si apre una distesa verde di colline che terminano bruscamente prima del mare... ma le famose scogliere bianche ancora non si vedono, le voglio tenere in serbo per il ritorno!


Ho abbozzato un percorso su cartine scaricate da internet, ma la realtà si rivela presto diversa. L'istinto si rivela la guida migliore, come al solito! Direzione ovest, mantenendomi nell'entroterra. Attraverso una strada poco sotto East Dean, di nuovo una salita spietata che mi mette a dura prova, di nuovo un bivio dove tento la fortuna, allontanandomi progressivamente dal mare.


Sono alla chiesetta di Friston, e la mia intenzione è di attraversare Friston Forest fino a West Dean. Nuove discese, nuove salite; versanti boscosi che raggiungono lo status di ripido, sui quali sono stati tracciati percorsi per mountain bike molto attraenti e tecnici... ma oggi giusto un assaggio per me, devo coprire una distanza maggiore rispetto all'ultima volta a Bedgebury... e tutta off road.


La foresta sembra davvero non finire mai: sento che le auto sulla superstrada alla mia sinistra, vuol dire che la direzione è giusta! Ma quando diamine metterò la testa fuori dagli alberi? La tentazione di affacciarsi sulla strada è forte, alla fine cedo ma la vista non rivela nulla di particolare su quanto manchi... via di nuovo nel bosco allora.

Dopo qualche chilometro il rumore delle auto non si sente più, e decido di controllare di nuovo cosa c'è oltre gli alberi: imbocco un sentiero pedonale alla mia sinistra, costeggiando alcuni muriccioli e... improvvisamente una valle si apre di fronte a me, verdeggiante, percorsa dagli affascinanti meandri del Cuckmere River. E' chiaro che qui una volta c'era il mare ora ritiratosi, ma le colline digradanti ai lati e il serpeggiare del fiume conferiscono alla vallata qualcosa di montuoso e glaciale.


Non scendo direttamente dal percorso pedonale, decido di fare il giro rientrando nella foresta e passando dal villaggio di West Dean. Finito il bosco, ritrovo un poco di asfalto, giusto per raggiungere la A259 e attraversare il fiume sul trafficato ponte di Exceat. Raggiunta l'altra sponda, torno off road seguendo una variante del National Cycle Network 1.


Laddove il fiume raggiunge il mare, sul lato opposto al mio, riesco ora a scorgere una parete bianca è la prima delle Seven Sisters, sette colline che si susseguono da ovest ad est, con alte scogliere di gesso che precipitano in mare. Per godermi la visuale migliore delle sorelle devo avvicinarmi a Seaford: attraverso campi recintati pieni di pecore, sempre con la vista notevole dei meandri del Cuckmere, vengo a confluire in una strada asfaltata, che con l'ennesima faticosa salita mi conduce in un punto dominante.
Brighton in the distance

All'orizzonte, verso ovest, si riconoscono i palazzi e il pier di Brighton; metre dalla parte opposta le Seven Sisters cominciano ad assumere la loro forma caratteristica, ma posso fare di meglio. Girando attorno ad alcuni campi da golf - riescono sempre a farli nelle posizioni migliori! - raggiungo l'orlo della scogliera su cui mi trovo, e comincio a costeggiarlo lungo un percorso pedonale... ma ampio e poco affollato, e troppo divertente per non essere percorso in bicicletta!


Mi concedo giusto un pacchetto di patatine (quelle del mio pranzo al sacco, offre la casa, io non le compro di sicuro!), ed eccomi pronto per una discesa indimenticabile su erbetta liscia, i profili bianchi delle Seven Sisters di fronte a me sempre più vicini, altri precipizi ignoti molto più vicini alla mia sinistra che si gettano in mare.


Presto mi tocca giustamente rallentare, siccome la gente a passeggio aumenta esponenzialmente. Raggiungo le casette bianche di fronte alle scogliere, scorcio famosissimo - c'è quasi da fare la fila per fotografare! Dopodiché la discesa finisce, l'erba pure, rimane la distesa immensa di ghiaia che occupa la foce del fiume Cuckmere.


E c'è anche il fiume, beninteso, sebbene gli ultimi meandri non facciano indovinare quale sia la sua posizione precisa. Sulla cartina non ho segnato alcun ponte, e l'idea di dover risalire sino a Exceat per poi tornare a un tiro di fucile da dove sono ora sull'altra sponda non mi attira affatto... poi sembra che la gente riesca ad guadare il fiume in qualche modo, c'è troppo traffico perché la spiaggia sia brutalmente spezzata in due, dev'esserci il modo di passare senza fare il bagno!


E il modo c'è, il problema è che non è proprio idoneo per la bicicletta: si tratta di palizzate di legno quasi marcio, larghe giusto lo spazio per una persona, che richiedono passo molto sicuro! Ormai è deciso, sono qui e faccio la follia. Prendo in braccio la bici (non proprio leggera) e procedo sulla palizzata cercando di mantenere l'equilibrio e non badare troppo al fiume. Cadere non sarebbe certo fatale, ma preferisco risparmiarmi un bagno.

Finché le travi di legno sono due, non ci sono grossi problemi... il difficile arriva verso la fine - e alla partenza non me n'ero accorto... - quando una delle due travi semplicemente termina, in quanto marcia come Sid Vicious. Sfortuna vuole che questo sia anche l'unico passaggio dove il fiume è un po' più profondo. Ma niente panico, sono solo pochi passi, pensa che ci sono dei fottuti funamboli che lo ha fatto da un grattacielo all'altro portando delle aste pesanti e larghe 10 volte la mia bici... un ultimo passo e fuori, l'impresa è compiuta!


Alcune persone in attesa del proprio turno sull'altra sponda sembrano avere apprezzato i miei equilibrismi, ma avrei sperato in un applauso... freddezza inglese. Ora mi tocca attraversare la distesa di ghiaia della spiaggia/foce del Cuckmere, avvicinandomi alla sublime parete di gesso della prima sorella.


La marea è bassa, e posso spingermi un po' al largo per apprezzare la scogliera da una prospettiva diversa: il contrasto potentissimo fra il nero delle alghe sul fondale asciutto e il bianco del gesso illuminato dal sole fa letteralmente andare nel pallone la fotocamera!



Risalgo a piedi sulla collinona seguendo la via più diretta: l'inizio e' veramente ripido, su roccia lisciata dai tanti passaggi, spesso improvvisati: ho visto un paio di cinesi salire di qui con le ciabatte, in visibile difficoltà! C'è il sentiero a 20 metri a sinistra, perché improvvisarsi escursionisti? (La predica dal pulpito di un ciclista improvvisato e improvvisato funambolo lascia il tempo che trova.)


In cima c'è veramente il pienone: gruppi di studenti, chitarre, panini... devo ammettere però che non ho visto neanche un rifiuto per terra: davvero strano vista la media qui in giro! Torno giù, riprendo la bici e risalgo per il sentiero. La salita ora si fa sentire, anche perché non è certo la prima della giornata... ma il bello in un certo senso inizia ora.


Di fronte a me una dopo l'altra si susseguono le Seven Sisters, come le gobbe di un cammello verde e bianco lungo due o tre miglia. Sto seguendo la South Downs Way, in questo tratto virtualmente riservata a i pedoni... ma come si puo' non godersi in mountain bike un percorso così largo e panoramico?


Le discese sulla superficie morbida di erba verdissima, con poca gente in giro ora, sono qualcosa che mi porta vicino all'eiaculazione; le salite successive, finito lo sprint (che finisce presto) mi fanno piuttosto eiaculare l'anima, ma di tanto in tanto scendo dalla bici quando proprio non ne posso più!


Un'ultima discesa e le sette sorelle sono ormai alle spalle. Incrocio una strada, raggiungo una nuova collina isolata dominata dal Belle Toute Lighthouse. Ancora l'ennesima salita: alla mia destra, proprio sotto il precipizio, appare un'altro faro bianco e rosso sul fondale. Ultimi sforzi e finalmente sono sul punto più alto della giornata, distinto da un bel cerchio di granito con le distanze delle citta' europee.

Sussex Heritage Coast

Dietro di me il lungo tratto di costa percorso, con le ombre lontane di Brighton all'orizzonte; di fronte, la città di Eastbourne e la costa pianeggiante lunghissima verso Hastings. Ora ho soltanto discesa, e sara' una discesa particolarmente goduta, fino nel cuore di Eastbourne, con il suo Pier tragicamente andato a fuoco giusto una settimana e mezzo fa.

Eastbourne

Passeggiata in città, che levati i bei palazzi Liberty sul lungomare non e' certo un granché, poi riprendo il treno diretto alla non lontana Hastings. Anche questa seconda location, famosa per la battaglia, non mi fa proprio impazzire; ma se non altro c'è qualche borgo interessante nella città vecchia, barricata di ristoranti. Rientro a Ramsgate alle 23 passate: un sabato rilassante come al solito!

Eastbourne Pier after the fire

lunedì 8 settembre 2014

Cranbrook, Bedgebury National Pinetum and Scotney Castle ride

From the end of July, I start to load up my bike on the train, to reach further destinations and find enjoying rides there.  Here I am this 2nd of August outside Headcorn, a village between Ashford and Tonbridge, with its essential station. I pass the River Beult, whose valley is full of Mills. I soon find a nice one in Cranbrook, called Union Mill.


Cranbrook - the smallest town in Kent - is built between two hills: one is dominated by the Union Mill, the other by the well-known schools and St Dunstan. Inside the church there are two  wodden roundels with strange and quite scaring images: I've never seen something similar into a church before. The illustrative panel says they date back to the end of the Middle Age!


I follow a big road (A229, not so busy luckily), until I meet the National Cycle Network n. 18, wich I take on the right. I pass a farm with a lot of different coloured llamas, or something similar: here in Kent it'is easy to find farmers breeding this exotic animals.


Finally I enter in Bedgebury Forest, and the track of the Cycle Network 18 becomes gravelled. But the best is yet to come, 'cause I see some quite interesting signals of mountain bike rides, marked difficoult. I put my wheels headlong trought the red ride, and I've got more than two hours of glory. Lots of english mbkers get off of the bike at every hill, it's a shame! Probably they're not used to hills in their country...



My heavy bike must really love me, thinking about the way I ride down the paths putting a strain on its suspensions (Tesco suspensions). The gear does not make good noises, but I go on and complete the whole circuit, always sorrounded by the beautiful forest. There is also a lovely lake, and the pines reflecting into the water gives a touch of Alps to the scenery.



I find again the Cycle Network and follow it for a few miles, to reach the National Pinetum. Here I let the bike locked to a fence, and enjoy without rush this beautiful, unique place. Here you can find the highest number of different species of pines all together in Europe. Some of the trees have informative panels, where you can read of their history and curiosities.




Lakes full of water lilies and big plants are the final romantic note of this massive garden: very kentish in the way the man has modified and given a charachter to the landscape.



I'm not satisfied yet: I know there is something worth to see without moving too far away from Bedgebury. On my map there aren't footpaths, but as usual I try to use my intuition, just following the direction that seems to be right; and as usual, I'm lucky; after a long hill, a bridleway appears: it's a long, exiting downhill straightfoward to the Scotney Castle Gardens. In the middle of wide fields, with shy sheep, the suddenly you see the old castle surrounded by a little lake.



Another footpath, the last one for today, allows me to go out from the gardens area, near Lambehurst. Then, following country road -I need some asphalt at least - in the very heart of the Kent countryside, I come back to Headcorn: a cool apple cider is waiting for me as an award!

giovedì 28 agosto 2014

Re-Discovering Sandwich and Richborough Roman Fort

If I watch outside the window today and then I look back at that 29 July, it seems to be passed a whole season in the meantime: but it was less than one month ago! Having worked on sunday afternoon, I gained my tuesday afternoon free: so I pick up my bike, go fastly to Sandwich and have my lunch: not consisting in a sandwich, but in two insane Rumanian hamburgers!


To front the laborious digestion, I go walking through the curved streets of this lovely town, bordered by houses with geometric wodden rafters outside the walls. Expecially on Strand Street - the oldest in Sandwich, dating to Saxon Age and following the ancient course of River Stour - you can see a lot of this characteristic kentish buildings. Sometimes unexpected creatures sculpted in the wood keep the houses' weight on their shouders.


I've got plenty of time, so I decide to visit some churches: seen from outside, they look quite similar, with the walls full of little round rocks from the chalk cliffs; but when I enter, I find three totally different atmospheres. St Peter, in the very centre of the town, has got a nude, austere appearance: sturdy coloumns and ogive archs stand on the white plaster wall like veins. The layout is strange, with two naves of different lenght, and huge windows.

St Peter

The parish church of St Clement preserve one of the few survived norman towers in England: it's pleasant to walk through the graves around the church and see the light brown tower appearing behind the trees. Aniway, just over the door you find the inside almost completely restorated - a case typical of the parish churches I've visited here.

St Clement

The third church is St Mary, at the end of the Strand: quite modest outside, absolutely surprising inside. A single, enormous hall, with works in progress, deeply silent: you look at the roof and you fear that it could collapse on your head at any moment, but then your eyes lose theirselves in the labyrint of solid wooden rafters, and you feel safe.

St Mary

And last but not least, St Bartholomew, south of the town, after the railway crossing. Unfortunately, this church is closed, but It's worth just walking around the church, in a lovely little square surrounded by old coloured houses and trees.

St Bartholomew

Satisfied of my long town walk, I sit again on my bike, destination Richborough. I've already been here, riding through Canterbury along the National Cycle Network; but this time I want to reach the Roman Fort from the footpaths near River Stour. Several ships are "parked" in the calm Stour waters, reflecting hundreds shades of green.

River Stour

I cross the railway and I enter in a wood under a hill: I know the Fort is near. Just a short but funny climb - except for the nettles (but I'm getting used to!) - and on my left the brown roman stones appear. You have to pay to get in the middle of the citadel, so I decide to go all around... save some informations panels, I can see almost the same.

Richborough Roman Fort

From some isolated houses north of the Fort, I find a straight path with some stones regularly placed on the floor: it's obviously the ancient Roman road leading to the fort! This building was close to the sea 17 centuries ago, and is thought to be the first Roman outpost in Britain. Now you can only see glorious walls on the top of a hill: the sea has retired quite far away, giving space to the new people and armies come one after the other to leave their mark on this land.

Ancient Roman Road