domenica 11 agosto 2013
Monte Cervellino (1492)
Il Cervellino è la montagna più alta della val Baganza, pur trovandosi abbastanza lontano dal crinale; la sua posizione defilata, insieme alla sua prominenza, lo rendono piuttosto un autentico balcone panoramico su larga parte dell'Appennino settentrionale, dal monte Penna fino al Cusna. La presenza di faggi vicino alla cima purtroppo preclude la vista verso nord-ovest. Si tratta di una cima poco frequentata dagli escursionisti, più facilmente meta di turisti a cavallo, in MBK o in moto da enduro.
giovedì 8 agosto 2013
Dall'Infernaccio a Belfiore: due volti dell'Appennino
Punto di partenza: Cerreto Laghi (1344)
Punto più elevato: Monte La Nuda (1895)
Dislivello in salita: 600
Tempo totale di percorrenza: 4,30 h
Grado di difficoltà: E
Segnaletica: Buona
Punti d'appoggio: Bivacco Rosario; alcune sorgenti lungo il percorso
Accesso stradale: vedi mappa
Descrizione
Il passo del Cerreto vanta intorno a sé una sontuosa corona di cime: a ovest l'Alpe di Succiso e il monte Alto con le sue creste, con al centro il dolce pianoro delle sorgenti del Secchia; a est La Nuda e il suo Gendarme, che insieme alla cresta dello Scalocchio delimitano la selvaggia valle dell'Infernaccio. Proseguendo verso sud-est, si susseguono montagne decisamente più dolci e pratose, che segnano lo spartiacque con la Garfagnana.
Questa escursione, di limitata lunghezza, consente di apprezzare questi due aspetti diversissimi dell'Appennino Tosco Emiliano.
Punto più elevato: Monte La Nuda (1895)
Dislivello in salita: 600
Tempo totale di percorrenza: 4,30 h
Grado di difficoltà: E
Segnaletica: Buona
Punti d'appoggio: Bivacco Rosario; alcune sorgenti lungo il percorso
Accesso stradale: vedi mappa
Descrizione
Il passo del Cerreto vanta intorno a sé una sontuosa corona di cime: a ovest l'Alpe di Succiso e il monte Alto con le sue creste, con al centro il dolce pianoro delle sorgenti del Secchia; a est La Nuda e il suo Gendarme, che insieme alla cresta dello Scalocchio delimitano la selvaggia valle dell'Infernaccio. Proseguendo verso sud-est, si susseguono montagne decisamente più dolci e pratose, che segnano lo spartiacque con la Garfagnana.
Questa escursione, di limitata lunghezza, consente di apprezzare questi due aspetti diversissimi dell'Appennino Tosco Emiliano.
mercoledì 7 agosto 2013
Monte La Nuda (1895)
E' la cima più alta compresa fra i passi Cerreto e Pradarena, e permette di godere di un panorama straordinario. In primo piano, a nord, la conca con le piste di Cerreto Laghi; più in là il monte Ventasso, la Pietra di Bismantova e tutte le colline reggiane; a ovest il gruppo dell'Alpe di Succiso e parte dell'Appennino parmense; a sud l'elegante cresta dello Scalocchio, col Gendarme della Nuda e la valle dell'Infernaccio; in secondo piano tutta la sfilata delle Alpi Apuane vicinissime, e il Golfo della Spezia e a sinistra; a est infine tutto il crinale fino all'Abetone, con il Cusna a farla da padrone. In condizioni di tempo terso, è possibile vedere buona parte delle Alpi.
Itinerari:
Dall'Infernaccio a Belfiore: due volti dell'Appennino
| Il Gendarme della Nuda |
Itinerari:
Dall'Infernaccio a Belfiore: due volti dell'Appennino
lunedì 5 agosto 2013
Val Monzoni e Vallaccia, le Dolomiti più vicine e meno affollate

Punto di partenza: Campeggio Vidor (1485)
Punto più elevato: Forcella di Vallaccia (2468)
Dislivello in salita: 1000
Tempo totale di percorrenza: 6 ore
Grado di difficoltà: EE
Segnaletica: Buona
Punti d'appoggio: Malga Monzoni di Sopra, Rifugio Vallaccia, Bivacco Zeni
Campeggiando nella val san Nicolò per la meravigliosa festa Ta Mont, riesco a convincere gli amici del Cai di Parma a fare un'escursione con la E maiuscola negli immediati dintorni, lontano dai circuiti trafficati del Buffaure e del Ciampedie.
La scelta ricade sui Monzoni: non offriranno gli scenari grandiosi del Catinaccio né l'ampia vista del Buffaure-Ciampac, ma qui nessun impianto porta in quota una babele di turisti. Tutta la fatica è ricambiata da un ambiente incontaminato, non facile da trovare sulle Dolomiti vicine a Trento; e malgrado a valle ci fossero centinaia di persone per la festa, abbiamo potuto godere in quasi totale solitudine di questo spettacolo (e delle leccornie preparate soltanto per noi al Rifugio Vallaccia...)!
sabato 27 luglio 2013
Santa Maria Maddalena, all'ombra del Ventasso
Punto di partenza: Fonti di Santa Lucia, Cervarezza Terme (1000)
Punto più elevato: Bivacco Santa Maria Maddalena (1501)
Dislivello in salita: 550
Tempo totale di percorrenza: 3,45 h
Grado di difficoltà: E
Segnaletica: Ottima
Punti d'appoggio: Bivacco Romei (fonte), Bivacco Santa Maria Maddalena; fontane anche lungo la sterrata diretta al campeggio
Accesso stradale: Vedi percorso su Google Maps
Descrizione
Questo itinerario semplice e poco faticoso si presta ad essere percorso nelle mezze stagioni, magari abbinandolo con un po' di relax alle Terme di Cervarezza e di divertimento (per bambini ma non solo) nel parco avventura più grande d'Italia, Cerwood.
Siamo in una delle zone con più vocazione turistica dell'Appennino reggiano, compresa nel Parco Nazionale, a pochi minuti dalla Pietra di Bismantova e dalla piccola stazione sciistica di Ventasso Laghi: a Cervarezza, oltre alle terme e alle fonti (con lo stabilimento dell'acqua Ventasso), si trova un gigantesco e moderno camping, un ampio giardino botanico - il Parco Flora - e un osservatorio astronomico.
Malgrado tutto ciò, ci vuole poco per entrare nel bosco e immergersi nella natura, con pochi altri escursionisti in giro. Parcheggiato all'entrata di Cerwood e delle Terme, si sale al piccolo oratorio di Santa Lucia, dove occorre seguire i cartelli dell'Ecomaratona del Ventasso. In breve ci si innesta con un sentiero segnato, il 665.
Il tracciato segue per un lungo tratto una carrozzabile in terra battuta, in gran parte nel bosco, purtroppo rovinata dalle tracce dei trattori; si incontrano molte deviazioni, ma i segnali sono sempre presenti e non ci si può perdere. La salita è dolce fino al Bivacco Romei, recentemente restaurato, dove troviamo due tavoli in legno e una fonte; un ultimo strappo e la vista si apre sulla valle di Ramiseto e le piste di Ventasso Laghi.
Il sentiero si fa ora più piacevole, cavalcando un crinaletto pieno di maggiociondoli; finalmente oltre le piante compare vicinissima la mole rocciosa e sfasciumata del Monte Ventasso. Ignorato il sentiero a sinistra diretto al Lago Calomone, si percorre un traverso affascinante lungo una pietraia, con vista sulla valle del Secchia.

Dopo un brevissimo tratto nel bosco raggiungiamo la caratteristica chiesa-bivacco (caso abbastanza raro) di Santa Maria Maddalena: antico luogo di eremitaggio, un tempo ospitava suore ed oggi escursionisti, entrambi in cerca di contemplazione. Siamo proprio ai piedi del Ventasso, con i suoi pendii ripidi ed aspri di rocce; ma qui regna la pace, con il prato morbido che circonda la chiesa all'ombra di faggi ed abeti.
Il sentiero che sale in cima al Ventasso è scosceso, faticoso e un poco esposto, segnalato per escursionisti esperti; l'anello dalla cima al lago Calamone è comunque consigliatissimo, ma vanno messe in conto circa 2 ore di cammino in più partendo e tornando a S. Maria Maddalena. Se non le si ha a disposizione e si vuole stare su sentieri facili, conviene scendere a sinistra in direzione Busana-Nismozza, con il sentiero 661-663.
La ripida discesa nel bosco si interrompe a un nuovo bivio, dove si volta a sinistra sul 661 (direzione Busana); al bivio successivo, si prosegue sull'ampia strada inghiaiata diretta al Campeggio di Cervarezza, ignorando il sentiero 661 che scende a destra verso Busana. I segnali di vernice diventano assenti su questo tracciato, ma la strada è una sola e prosegue a lungo in discesa fino a un nuovo bivio per Busana, dove si tira di nuovo dritto sempre verso il camping di Cervarezza.
Si costeggia ormai sull'asfalto il grande paese di bungalow, per poi imboccare a sinistra in salita il sentiero 665, che ci riporta all'Oratorio di Santa Lucia e dunque alle Terme, dove abbiamo lasciato l'auto.
Punto più elevato: Bivacco Santa Maria Maddalena (1501)
Dislivello in salita: 550
Tempo totale di percorrenza: 3,45 h
Grado di difficoltà: E
Segnaletica: Ottima
Punti d'appoggio: Bivacco Romei (fonte), Bivacco Santa Maria Maddalena; fontane anche lungo la sterrata diretta al campeggio
Accesso stradale: Vedi percorso su Google Maps
Descrizione
Questo itinerario semplice e poco faticoso si presta ad essere percorso nelle mezze stagioni, magari abbinandolo con un po' di relax alle Terme di Cervarezza e di divertimento (per bambini ma non solo) nel parco avventura più grande d'Italia, Cerwood.
Malgrado tutto ciò, ci vuole poco per entrare nel bosco e immergersi nella natura, con pochi altri escursionisti in giro. Parcheggiato all'entrata di Cerwood e delle Terme, si sale al piccolo oratorio di Santa Lucia, dove occorre seguire i cartelli dell'Ecomaratona del Ventasso. In breve ci si innesta con un sentiero segnato, il 665.
Il tracciato segue per un lungo tratto una carrozzabile in terra battuta, in gran parte nel bosco, purtroppo rovinata dalle tracce dei trattori; si incontrano molte deviazioni, ma i segnali sono sempre presenti e non ci si può perdere. La salita è dolce fino al Bivacco Romei, recentemente restaurato, dove troviamo due tavoli in legno e una fonte; un ultimo strappo e la vista si apre sulla valle di Ramiseto e le piste di Ventasso Laghi.
Il sentiero si fa ora più piacevole, cavalcando un crinaletto pieno di maggiociondoli; finalmente oltre le piante compare vicinissima la mole rocciosa e sfasciumata del Monte Ventasso. Ignorato il sentiero a sinistra diretto al Lago Calomone, si percorre un traverso affascinante lungo una pietraia, con vista sulla valle del Secchia.
Il sentiero che sale in cima al Ventasso è scosceso, faticoso e un poco esposto, segnalato per escursionisti esperti; l'anello dalla cima al lago Calamone è comunque consigliatissimo, ma vanno messe in conto circa 2 ore di cammino in più partendo e tornando a S. Maria Maddalena. Se non le si ha a disposizione e si vuole stare su sentieri facili, conviene scendere a sinistra in direzione Busana-Nismozza, con il sentiero 661-663.
Si costeggia ormai sull'asfalto il grande paese di bungalow, per poi imboccare a sinistra in salita il sentiero 665, che ci riporta all'Oratorio di Santa Lucia e dunque alle Terme, dove abbiamo lasciato l'auto.
lunedì 22 luglio 2013
Dai Cancelli a Staiola passando per Roccabiasca e Aquilotto
Dopo una settimana di caldo e afa
cittadina, la lancetta del montagnatometro raggiunge livelli
allarmanti, peggio del contagiri di un R6 in prima dopo 1 km. Avrei
voglia di scoprire nuovi sentieri e ferrate sulle Alpi, ma devo
ancora una volta accontentarmi delle montagne di casa: per fortuna
riescono sempre a sorprendermi, e qualcosa di impegnativo si
trova sempre anche qui, con un po' di fantasia.
| In cima a Roccabiasca |
Non ho l'auto, e mi faccio lasciare ai
Cancelli di Lagdei (1286m), dove termina l'asfalto; mi incammino
sulla sterrata diretta ai Lagoni. Sono le 10,30, e comincia ad
esserci un discreto passaggio d'auto: niente mi nega una buona
porzione di polvere! Proseguo costeggiando la Riserva Naturale
Guadine/Pradaccio, di cui la strada è il limite inferiore: spazio
interdetto agli escursionisti e in buona parte recintato (vengono
organizzate visite guidate), si estende nella valle del torrente
Parma di Francia, compresa fra Roccabiasca e monte Sterpara, con al
centro il suggestivo Lago del Pradaccio.
| Orchidea sui prati in quota |
Dopo circa 2 km la rete della Riserva
termina, o meglio compie una curva a gomito: qui (quota 1203)
comincia il sentiero che devo percorrere, il 721 diretto a
Roccabiasca, che costeggia il limite orientale della riserva
risalendo l'unico versante dolce (N) di questa splendida montagna. La
salita nella faggeta dà poche tregue, e quando sbuco nei primi prati
la cima di Roccabiasca appare giusto per un attimo: è ancora
lontana, e sembra un balconcino sul nulla, circondato da corvi
inquietanti, attratti dalla croce su cui amano lasciare i propri
bisogni.
martedì 16 luglio 2013
Grande anello di Bertolucci in val Bratica
Punto di partenza: Grammatica (1026)Punto più elevato: Monte Navert (1654)
Dislivello in salita: 700
Tempo totale di percorrenza: 6 ore
Grado di difficoltà: E
Segnaletica: Discreta, assente in alcuni brevi tratti
Punti d'appoggio: Fontane e bar a Casarola, bivacco presso il Bosco delle Fate
Accesso stradale: Da Corniglio salire verso Monchio (bivio nella parte alta del paese), parcheggiare sotto la chiesa di Grammatica
Itinerario
Il torrente Bratica nasce sotto i boschi del monte Navert, e scende fino a sfociare nel Parma sotto Corniglio, attraverso una vallata fresca ed ombrosa. L'ultimo paesino che si incontra salendo verso il passo del Ticchiano e Monchio è Casarola, terra d'origine e di soggiorno del poeta parmigiano Attilio Bertolucci: padre del regista Bernardo, Attilio seppe cogliere nei suoi semplici versi l'anima dell'Appennino, delle sue stagioni, i suoi riti, la sua gente.
| Pannello illustrativo sul percorso |
Fra i caratteristici borghi di Casarola e Riana sono presenti brevi itinerari naturalistico/culturali, ricchi di pannelli illustrativi e targhette con le poesie di Attilio; questo itinerario non è "ufficiale", ma conviene lo stesso percorrerlo con l'anima attenta a prati fioriti, farfalle, lucertole, fragoline, castagni, maggiociondoli... tutte quelle piccole manifestazioni della natura che animano i versi di Bertolucci.
| Maggiociondolo |
Partendo da Grammatica (1026), si risale la sterrata sotto alla chiesa (possibilità di parcheggiare, indicazioni per il monte Navert con il sentiero Cai 739); si sale progressivamente fino a entrare nella faggeta, ormai vicino alla spartiacque con la val Parma. I segnali di vernice sono vecchi e sbiaditi, ma la direzione è intuitiva: basta seguire la strada sterrata principale, e all'unico bivio importante - ormai nei faggi - si sale a sinistra, incontrando un vascone e nuovi segni del Cai.
| Grammatica |
Sugli ampi pascoli del monte Quadro (1477) e soprattutto del Groppo Fosco (1556) si gode di un bel panorama sull'alta val Parma e le cime reggiane; non è raro incontrare cavalli al pascolo. Le tracce sono molte, occorre sempre mantenersi sulla carraia che segue il crinale; presso Pian del Monte (1578) si passa vicino a una capanna, dalla quale si può scendere a Riana con una sterrata.
| Panorama dal Monte Navert |
| Incontri simpatici a Casarola |
Si prosegue ora sulla sterrata che attraversa in costa il castagneto, incontrando altri essicatoi in rovina; una leggera salita porta infine a ricongiungersi alla strada fra Corniglio e Monchio, presso una casetta-cantiere di lamiera. Percorso un km circa di asfalto (poco traffico, ambiente lo stesso piacevole) si rivede, dopo una curva, la chiesa di Grammatica è stata lasciata l'auto.
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